Rassegna Fotografica 19-20 Marzo

La mattina del 19 febbraio del 2011 siamo entrati nella Casa Cantoniera
pieni di energia e con la voglia di fare a fremare nelle nostre mani, un
via vai di scope, secchi, spatole e viaggi col furgone stracarico verso
l’isola ecologica. Poi calcinacci e polvere, un rotolare di parole,
idee, sorrisi, e un modo nuovo di incontrarsi e nuove persone al nostro
fianco.

La sera c’era il fuoco all’aperto e la musica nell’aria, pentole
di pasta fumante e bottiglie di vino. Il cibo era più buono e il vino
scendeva che era una meraviglia perchè erano la prova che questa
esperienza travalicava il nostro collettivo, perchè dietro ogni piatto
c’erano le mani delle mamme e in ogni bicchiere la generosità dei padri
a testimoniare un prezioso incontro generazionale.                                                               Insomma come si dice una bella botta di vita.

Ma quella mattina, ne eravamo consapevoli, è stata una forzatura, come
un colpo di pettine a cercare i nodi da sciogliere e l’inizio di una
triste “tarantella” istituzionale. Ci eravamo illusi che la politica, in
mancanza di reali interessi economici, potesse ancora essere il mezzo
per dare risposte concrete ai bisogni della collettività. C’eravamo
illusi che la giunta cittadina – in forza della nostra storia, del nostro
impegno pluriennale sul territorio – potesse acquisire un immobile
fatiscente e da anni abbandonato al degrado affidandolo senza tornaconto
alcuno, a chi ne avrebbe fatto buon uso. Ci eravamo illusi che un pezzo
di carta vergato da un dirigente della F.S. HOLDING,
propietaria della casa cantoniera, in cui si metteva nero
su bianco la disponibilità di cederla in comodato d’uso al comune di
Sora, fosse un impegno assunto in via definitiva…
È vero – ora possiamo dirlo senza tema di smentita – ci eravamo illusi,
come è vero che dietro a ogni illusione, ogni gioco di prestigio ci sono
uno o più illusionisti.

Dopo più di un anno di trattative con l’Assessore alla Cultura che
trattava con le ferrovie abbiamo capito che il Sindaco non ne sapeva
niente (o faceva finta di non sapere?) e abbiamo scoperto che
l’Assessore alle politiche sociali era all’oscuro di tutto nonostante
fosse un dirigente delle ferrovie. Mentre resta fumoso il motivo di
questo penoso gioco delle parti, ci chiediemo quale credibilità e quale
capacità possa avere una Giunta Comunale in cui la mano destra ignora
ciò che fa la sinistra.

Naturalmente il primo giorno arriva la Benemerita: dato che l’Assessore
Bruno La Pietra, messo di fronte al fatto compiuto ci mette comunque una
buona parola (prontamente ritirata nei giorni a seguire) e che i vertici
della F.S.HOLDING non sono rintracciabili fino a Lunedì si accontentano
di due documenti e se ne vanno.

Il quarto giorno aprono il cancello ed entrano nel cortile:
un vigile, una vigilessa e, scomodato per l’occasione, il vicecomandante il quale,
con fare arrogante e intimidatorio, procede all’identificazione dei presenti.
Il tutto a riprova che anche a Sora, come nel resto del Paese,
ogni problema sociale viene sistematicamente ridotto a mera questione di
ordine pubblico da una classe politica sempre più miope e lontana dalle
problematiche della gente comune.

Va da sè che su questo piano inclinato tutto abbia cominciato a
scivolare verso il fondo, una palude di sussurri ufficiosi e consigli
interessati, pressioni dissimulate e intimidazioni oblique.
A seguire, come da copione, la minaccia di denunce e processi;
il Sindaco che in un incontro tra le parti da noi voluto, ci comunica
che dal suo punto di vista non esistono soluzioni per il nostro problema;
infine, il responsabile della F.S.HOLDING afferma di non poter più
dare per sicuro l’affidamento dell’immobile al comune.
Parole al vento dove tutte le parti in causa sembrano sguazzare
perfettamente a loro agio, tranne noi.

Frastornati e impreparati a causa della nostra inesperienza (ma
ben consapevoli che dagli errori c’è solo da imparare), nove giorni dopo
decidiamo di lasciare la casa, quindi svuotiamo i locali portando con
noi la ricchezza di  questa esperienza dolceamara ma comunque
indimenticabile.

Oggi siamo in piazza – con racconti e immagini di quei giorni e
i suoi antefatti – convinti che la lotta per un luogo di aggregazione sociale a
Sora non è affatto finita.

Alle necessità collettive che un territorio esprime devono
corrispondere risposte e soluzioni politiche: di parole al vento e
pacche sulla spalla non sappiamo che farcene.

STAZIONE LABO:TECA

La mattina del 19 febbraio del 2011 siamo entrati nella Casa Cantoniera
pieni di energia e con la voglia di fare a fremare nelle nostre mani, un
via vai di scope, secchi, spatole e viaggi col furgone stracarico verso
l’isola ecologica. Poi calcinacci e polvere, un rotolare di parole,
idee, sorrisi, e un modo nuovo di incontrarsi e nuove persone al nostro
fianco. La sera c’era il fuoco all’aperto e la musica nell’aria, pentole
di pasta fumante e bottiglie di vino. Il cibo era più buono e il vino
scendeva che era una meraviglia perchè erano la prova che questa
esperienza travalicava ilo nostro collettivo, perchè dietro ogni piatto
c’erano le mani delle mamme e in ogni bicchiere la generosità dei padri
a testimoniare un prezioso incontro generazionale. Insomma come si dice
una bella botta di vita. 

Ma quella mattina, ne eravamo consapevoli, è stata una forzatura, come
un colpo di pettine a cercare i nodi da sciogliere e l’inizio di una
triste “tarantella” istituzionale. Ci eravamo illusi che la politica, in
mancanza di reali interessi economici, potesse ancora essere il mezzo
per dare risposte concrete ai bisogni della collettività. C’eravamo
illusi che la giunta cittadina -in forza della nostra storia, del nostro
impegno pluriennale sul territorio- potesse acquisire un immobile
fatiscente e da anni abbandonato al degrado affidandolo senza tornaconto
alcuno, a chi ne avrebbe fatto buon uso. Ci eravamo illusi che un pezzo
di carta vergato da un dirigente della
F.S. HOLDING, propietaria della casa cantoniera, in cui si metteva nero
su bianco la disponibilità di cederla in comodato d’uso al comune di
Sora, fosse un impegno assunto in via definitiva…
È vero -ora possiamo dirlo senza tema di smentita- ci eravamo illusi,
come è vero che dietro aogni illusione, ogni gioco di prestigio ci sono
uno o più illusionisti.

Dopo più di un anno di trattative con l’Assessore alla Cultura che
trattava con le ferrovie abbiamo capito che il Sindaco non ne sapeva
niente (o faceva finta di non sapere?) e abbiamo scoperto che
l’Assessore alle politiche sociali era all’oscuro di tutto nonostante
fosse un dirigente delle ferrovie. Mentre resta fumoso il motivo di
questo penoso gioco delle parti, ci chiediemo quale credibilità e quale
capacità possa avere una Giunta Comunale in cui la mano destra ignora
ciò che fa la sinistra.

Naturalmente il primo giorno arriva la Benemerita: dato che l’Assessore
Bruno La Pietra, messo di fronte al fatto compiuto ci mette comunque una
buona parola (prontamente ritirata nei giorni a seguire) e che i vertici
della F.S.HOLDING non sono rintracciabili fino a Lunedì si accontentano
di due documenti e se ne vanno.

Mentre cala dolcemente dalle nuvole, il Sindaco o chi per lui trova il
tempo di mandarci iun controllo da parte della Polizia Locale. Il quarto
gionro aprono il cancello ed entrano nel cortile un vigile, una
vigilessa e, scomodato per l’occasione, il vicecomandante il quale con
fare arrogante e intimidatorio procede all’identificazione di tutti i
presenti.Il tutto a riprova che anche a Sora, come nel resto del Paese,
ogni problema sociale viene sistematicamente ridotto a mera questione di
ordine pubblico da una classe politica sempre più miope e lontana dalle
problematiche della gente comune.

Va da sè che su questo piano inclinato tutto abbia cominciato a
scivolare scientificamente verso il fondo, una palude di sussurri
ufficiosi e consigli interessati, pressioni dissimulate e intimidazioni
oblique. A seguire, come da copione, la minaccia di denunce e processi;
il Sindaco che in un incontro tra le partida da noi voluto ci comunica,
in soldini, che dal suo punto di vista non esistono soluzioni per il
nostro problema in fine il responsabile della F.S.HOLDING che afferma di
non poter più dare per sicuro l’affidamento dell’immobile al comune e
che nel caso si palesano tempi molto lunghi. Insomma un fondo fatto di
acque stagnanti e parole al vento dove tutte le parti in causa, tranne
noi, sembrano sguazzare perfettamente a loro agio.

Così frastornati e impreparati a causa della nostra inesperienza (ma
ben consapevoli che dagli errori c’è solo da imparare) nove giorni dopo
decidiamo di lasciare la casa, quindi svuotiamo i locali portando con
noi la ricchezza di  questa esperienza dolceamara ma comunque
indimenticabile.

Oggi siamo in piazza -con scritti racconti e immagini di quei giorni e
i suoi antefatti- perchè la lotta per un luogo di aggregazione sociale a
Sora non è affatto finita.
Alle necessità collettive che un territorio esprime devono
corrispondere risposte e soluzioni politiche: di parole al vento e
pacche sulla spalla non sappiamo che farcene.

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La Provincia – 22 Marzo 2011

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Prossima Fermata 2

Nell’ottobre 2010, lo Spazio Autogestito LaBO:TeCa, a malincuore e per
cause di forza maggiore, lasciava i locali di via Pietra S.Maria. Chiusi
i battenti di quella che ormai non è più la nostra sede, restano aperte
tutte le ragioni della sua indispensabilità.
Spinti da questa esigenza e dall’esperienza di 4 anni di attività
culturali vissute insieme sul territorio, abbiamo individuato a nord di
Sora una Casa Cantoniera abbandonata al degrado da anni.
Dopo 1 anno e mezzo di promesse ed attese per l’ottenimento della Casa
Cantoniera, abbiamo deciso di entrare provocatoriamente sabato 19
febbraio per dare un segnale netto di interessamento ad una sede, quella
Sede,  e per sveltire la palude burocratica che da troppo tempo si
tirava avanti ed impediva il passaggio della proprietà della Casa
Cantoniera dalle ferrovie dello stato  al comune di Sora.
La nostra mossa ha avuto i suoi effetti, si sono mobilizzati
tutti…..politici locali, forze dell’ordine, ferrovie dello stato. Come
risultato, dopo una settimana, abbiamo dovuto lasciare la casa dietro
minaccia di non affidarci più la sede e di un’eventuale denuncia, per
consentire che la burocrazia facesse il suo corso.
Ad oggi ci sembra di capire che ogni nostra mossa, compreso questo
articolo, può solo danneggiarci, che intromettersi nella vita dei
palazzi porta solo rischi, che la politica ha i suoi metodi e i suoi
tempi, e che questi metodi e questi tempi non sono in sintonia con
quelli dei comuni cittadini.
Siamo coscienti che la nostra azione è stata forzata, si, forzata dalla
voglia di stare insieme, di dare la possibilità  a tutte e a tutti di
avere uno spazio in cui potersi ritrovare e usufruire di servizi liberi
e gratuiti come una biblioteca, un laboratorio informatico, una
ciclofficina, una sala prove….. tutto per arginare un triste fenomeno,
quello della disgregazione sociale. Una disgregazione sociale imposta
dall’alto, dove ci vorrebbero tutti uguali, tutti muti, ovattati ed
immobili nel mondo da loro confezionato.
Dati questi presupposti, sabato 19 e domenica 20 marzo saremo in piazza
Santa Restituta per raccontare con un’esposizione fotografica la Nostra
Storia.

Prossima Fermata………STAZIONE LABO:TECA

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La Provincia 16 Marzo 2011

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Il Messaggero – Frosinone 15 Marzo 2011

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